Da un anno vivo a Piacenza. Da ventisei sono su una sedia a rotelle. Detto così le due cose sembrano non c'entrare. C'entrano.
Ieri sono andata a fare la spesa con il mio compagno, al GS. Da mesi discutiamo con il direttore del supermercato e con altri responsabili perché la cassa per disabili è sempre chiusa e io non posso passare per le casse "normali", essendo la sedia un poco più ingombrante del carrello. Così, devo fare il giro al contrario e uscire dall'entrata e raggiungere il mio compagno - che nel frattempo ha fatto passare la spesa e ha pagato. Immagino che se fossi da sola dovrei chiedere a qualcuno di far passare la spesa per me, o scappare dal supermercato senza pagare.
Ogni volta (come ieri) che discutiamo con questi personaggi illuminati ci sentiamo rispondere: "Voi avete ragione, ma la cassa per disabili è una cassa veloce, può battere al massimo 5 pezzi, quindi non ha nastro trasportatore, quindi non è conveniente tenerla aperta perché è scomoda e richiede l'utilizzo di un altro addetto. Noi siamo in regola con le direttive USL ma la cassa sta chiusa perché è, da un punto di vista del marketing, una perdita." Fine della discussione.
Vorrei fare notare, al di là delle considerazioni etico, politiche, sociali ecc. che basterebbe spostare lateralmente le casse "normali" di 10, dico 10, centimetri e il problema sarebbe risolto. Invece no.
Ora, è da ventisei anni che io e chi mi sta vicino lottiamo per queste cose di piccola vita quotidiana e grande civiltà.
Non sto neanche a misurarmi intellettualmente con una persona che mi dice (senza il desiderio di sprofondare sotto terra dalla vergogna) che io (o chiunque altro disabile) non posso passare per una cassa perché se no il supermercato guadagna meno (detto in maniera più prosaica e volgare rispetto alla spiegazione tecnica che ho ricevuto. Perché, naturalmente, il politically correct è incluso nella gestione dei rapporti con la clientela) . Io voglio e sottolineo voglio poter andare ovunque, come chiunque, senza dover sempre pietire un aiuto da qualche persona di buona volontà.
Non smetterò di lottare (né io né chi mi sta vicino), adesso e mai. Ma ne ho davvero le scatole piene (e uso il poltically correct, perché in realtà vorrei dire altro) di scontrarmi ogni momento, per ogni piccola cosa:(dai posti auto riservati occupati regolarmente da chi non ne ha diritto; dal non poter prendere agevolmente un mezzo pubblico; dal non poter viaggiare su un marciapiede per la mancanza di scivoli, e via così via, in un elenco infinito.
