sabato, 15 settembre 2007, ore 09:56

Da un anno vivo a Piacenza. Da ventisei sono su una sedia a rotelle. Detto così le due cose sembrano non c'entrare. C'entrano.

Ieri sono andata a fare la spesa con il mio compagno, al GS. Da mesi discutiamo con il direttore del supermercato e con altri responsabili perché la cassa per disabili è sempre chiusa e io non posso passare per le casse  "normali", essendo la sedia un poco più ingombrante del carrello. Così, devo fare il giro al contrario e uscire dall'entrata e raggiungere il mio compagno - che nel frattempo ha fatto passare la spesa e ha pagato. Immagino che se fossi da sola dovrei chiedere a qualcuno di far passare la spesa per me, o scappare dal supermercato senza pagare.

Ogni volta (come ieri) che discutiamo con questi personaggi illuminati ci sentiamo rispondere: "Voi avete ragione, ma la cassa per disabili è una cassa veloce, può battere al massimo 5 pezzi, quindi non ha nastro trasportatore, quindi non è conveniente tenerla aperta perché è scomoda e richiede l'utilizzo di un altro addetto. Noi siamo in regola con le direttive USL ma la cassa sta chiusa perché è, da un punto di vista del marketing, una perdita." Fine della discussione.

Vorrei fare notare, al di là delle considerazioni etico, politiche, sociali ecc. che basterebbe spostare lateralmente le casse "normali" di 10, dico 10, centimetri e il problema sarebbe risolto. Invece no.

Ora, è da ventisei anni che io e chi mi sta vicino lottiamo per queste cose di piccola vita quotidiana e grande civiltà.

Non sto neanche a misurarmi intellettualmente con una persona che mi dice (senza il desiderio di sprofondare sotto terra dalla vergogna) che io (o chiunque altro disabile) non posso passare per una cassa perché se no il supermercato guadagna meno (detto in maniera più prosaica e volgare rispetto alla spiegazione tecnica che ho ricevuto. Perché, naturalmente, il politically correct è incluso nella gestione dei rapporti con la clientela) . Io voglio e sottolineo voglio poter andare ovunque, come chiunque, senza dover sempre pietire un aiuto da qualche persona di buona volontà.

Non smetterò di lottare (né io né chi mi sta vicino), adesso e mai. Ma ne ho davvero le scatole piene (e uso il poltically correct, perché in realtà vorrei dire altro) di scontrarmi ogni momento, per ogni piccola cosa:(dai posti auto riservati occupati regolarmente da chi non ne ha diritto; dal non poter prendere agevolmente un mezzo pubblico; dal non poter viaggiare su un marciapiede per la mancanza di scivoli, e via così via, in un elenco infinito.

bagar
P.link ¦ commenti (39)
Commenti
#1    15 Settembre 2007 - 15:29
 
Io mi farei prestare il revolver dal cowboy della vignetta. Sapessi quanto sono piene le mie…

Non ti sarà di alcuna consolazione: da queste parti casse per disabili non mi pare di averne nemmeno mai viste.
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#2    15 Settembre 2007 - 15:58
 
Certo che questi bei tipi fanno venire un nervoso bestiale!
Ma si potrebbe ottenere qualcosa denunciandoli?
Io lo farei o, come dice mia moglie, farei dei tatzebao giganti e li affiggerei tutt'intorno al detto supermercato.
Una cosa che qui non si usa.
Con scritto:
IL GESTORE DI QUESTO SUPERMERCATO E' UN MERDONE AMBULANTE AVARO E INUMANO

La vignetta di Callahan andrebbe bene, e credo che la faccia del gestore sia brutta quanto quella di uno dei due rotellanti su sedia.

MarioB.
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#3    15 Settembre 2007 - 18:20
 
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#4    15 Settembre 2007 - 23:31
 
l'ho letto ore fa questo post e pensavo e ripensavo a una cosa: che queste cose andrebbero urlate.
in rete? se serve, perché no.
questa e altre.
remo bassini
utente anonimo

#5    16 Settembre 2007 - 10:52
 
grazie per condividere con noi la tua rabbia che spero si diffonda a tappeto per tutta la rete e raggiunga il mondo di fuori coi suoi supermercati e marciapiedi a ostacoli
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#6    16 Settembre 2007 - 11:20
 
barbara...
credo che avresti anche degli strumenti legali
pure contro il direttore del centro commerciale...

però...
la giustizia dei tribunali snerva molto di più di tutti i quotidiani tentativi che fai nel cercare di chiedere bonariamente comportamenti civili oltre chè legali.

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#7    17 Settembre 2007 - 12:20
 
Visto che l'unico linguaggio che conosce è quello del ricavo economico propongo di sottoporre il market-imbecille alla legge del contrappasso,come?BOICOTTAGGIO!Io non sto a Piacenza ma se posso darti una mano con un tam-tam sul blog lo faccio più che volentieri:sennò a che serve la rete?però devo sapere il nome e l'indirizzo del supermarket..
ciao,buona giornata:-)
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#8    17 Settembre 2007 - 13:02
 
Il punto fondamentale, ovviamente, è che TU HAI RAGIONE.
Altri punti sono:

1) in Italia, come al solito, ci si cambiano i calzini senza lavarsi i piedi, così, messa "in regola" la location, tutto è risolto. Accade lo stesso per caschi, cintura di sicurezza, eccetera. Li hai? Ok, il controllo è fatto. Li usi? Bé...

2) l'illuminato in questione dovrebbe distinguere il marketing (che è una cosa seria) dalle stronzate che sono solo farina del suo sacco, giacché nella GDO - Grande Distribuzione Organizzata - è il direttore del PdV - Punto di Vendita - che definisce l'assegnazione alle casse. Suggerisco di inviare una lettera al Ce.Di (da cui il PdV dipende ai fini del marketing e della gestione clienti/fornitori). Se vuoi la possiamo anche firmare tutti.

3) coscienza civile. Ci vuole, cazzo! Qualche anno fa, all'università, per poter consentire a una cara amica sulla sedia a rotelle di andare al Dipartimento di Diritto Pubblico (su una torretta, con ascensore posizionato su scala a chiocciola) stavamo per fare il capitombolo in tre.

Coscienza civile. Porca puttana.

Hai fatto bene.

Assunta
utente anonimo

#9    17 Settembre 2007 - 13:26
 
Prima di tutto esprimo un enorme sollievo nel non sentirci (io, il mio compagno e la mia famiglia e tutti quelli che combattono tutti i giorni contro 'ste cose) soli.
Poi, quello che ho pensato è di chiedere a un giornalista di fare una sorta d'inchiesta /denuncia (l'ennesima, ma il martellamento funziona e non bisogna smettere di indignarsi e lasciarsi andare alla rassegnazione): uno si piazza su una sedia a rotelle e per un giorno o due va in giro e prende appunti, poi scrive ciò che ha vissuto.
Sono già passata attraverso esperienze simili, ed essendo un personaggio "pubblico" mi sono sentita dire (talvolta) che l'ho fatto per fare pubblicità ai miei libri. Fortunatamente non ne ho bisogno. Non perché stravendo, ma perché ho un'altissima opinione di me stessa e so di potermi guardare allo specchio con serenità.
So anche che il problema è soprattutto a monte: riguarda la cultura, l'educazione civica, la civiltà (per l'appunto).
E rispetto a questo non mi faccio soverchie illusioni.
Ma cedere, mai.
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#10    17 Settembre 2007 - 14:41
 
Si potrebbe suggerire a questo infame di gestore di mettere che so, un campanello, alla cassa per disabili, che venga suonato a richiesta facendo così arrivare il personale per aprire la cassa solo su richiesta.
Non so, non conosco gli usi di questi supermercati, ma forse una soluzione alternativa si può trovare. O no?
Ad ogni modo, hai ragione a protestare, e credo che la rete possa dare una mano a diffondere queste notizie.
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#11    17 Settembre 2007 - 14:46
 
A parte il fatto che io monterei un casino subito. Il tam tam della Rete va bene, certo, ma alla resa dei conti il supermercato è altrove, nel quartiere, nella città, tra la gente che fa la spesa ogni giorno. Il casino deve partire da lì.
Perché parliamo di diritti (il tuo, sacrosanto, ed ogni altro equivalente). Passeggini, anziani, ipovedenti, persone in difficoltà di qualunque genere che devono fare i conti con la coscienza pulita (per l'occasione della legge) ma in realtà succube di una logica inaccettabile: quella che antepone i maledetti soldi (in termini di convenienza, guadagno, risparmio, immagine, ecc.) ad una dignità che è diritto di ognuno e bene primario di tutti.
Sono abusi quotidiani di fronte ai quali, a noi che ormai ci facciamo scorrere tutto addosso come se fosse normale, l'arma dell'indignazione è l'unica cosa che ci resta. Urlandola, se è il caso, senza lasciare tregua, con ogni mezzo lecito. Altro che "logica della convenienza"!
Non mollare.
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#12    17 Settembre 2007 - 14:50
 
Sì, Sì, adesso, appena mi lasciano libero il computer intelligente di casa, posto anch'io la mia indignazione. Il problema, a parte tutto ciò già detto, è che nessuno viene punito per bene se non fa ciò che deve. E mi dispiace diventare reazionaria, ma se la cassa del Gs è chiusa, il contrappasso dovrebbe obbligare il gestore ad aprirne tre al posto di una. Qua da noi paesani civili l'unica regola che sposta i comportamenti è il portafoglio, toccare pesantemente il portafoglio forse potrebbe far cambiare qualcosa. IO AL GS NON CI VADO PIU'.
La Buccia moolto arrabbiata.
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#13    17 Settembre 2007 - 16:49
 
Ciao, non so nemmeno che giri ho fatto per arrivare qui, ma ci sono arrivata e.... bè, immagino mi tocchi un post, è una battaglia di diritti negati che condivido... però io di solito sono incivilissima con gli idioti e quindi: serve un piede per una pedata nei gioielli del direttore?
tasti
utente anonimo

#14    17 Settembre 2007 - 18:02
 
Ma il gestore non può spostare la cassa veloce in uno spazio più stretto e mettere la cassa normale nel passaggio per disabili?

Comunque qui a Roma è tutto una buca e i marciapiedi fanno schifo, non so come fa chi ha certi problemi... comunque spero che la cosa si risolva in fretta (o che trovi un altro supermercato più comodo! ^^)

Simone
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#15    17 Settembre 2007 - 18:57
 
Secondo me la prima cosa che devi fare, ma subito, è abbandonare il politically correct. Situazioni così non lo meritano. Il politically correct sta rallentando l'Italia.

Per il resto ti sono vicino. (Serve a niente, lo so) Se capitiamo nello stesso supermercato giuro che ti aiuto io con la spesa :-)
[Ste]
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#16    17 Settembre 2007 - 21:19
 
Nella scuola elementare di mia figlia, un vecchio edificio fascista con grande atrio e scale, scale, scale, stanno facendo i lavori per mettere un ascensore. Peccato che la bambina che ne avrebbe bisogno fa la quinta, e per quattro anni il padre se l'è presa in braccio per portarla in classe, sempre che il parcheggio per invalidi non fosse occupato da qualche abusivo... Bisogna denunciare, denunciare, occupare la gs magari. Se fossi lì a Piacenza correrei ad aiutarti.
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#17    17 Settembre 2007 - 23:00
 
i gs sono ovunque. Barbara è a Piacenza a Bergamo a Messina a Torino a Lucca a...
non ce l'ho affatto con te giorgi, ci mancherebbe. solo mi hai dato uno spunto per pensare che il senso civico dovremmo cominciare a sentircelo addosso tutti, in ogni città. discorso facile e pericolosamente vicino alla retorica, me ne rendo conto. ma mi sento talmente impotente. forse non basta mai. gridare e scrivere di 'ste cose, dico. forse siamo tutti titolari di supermercato, nel senso che alla fine pensiamo ancora troppo al nostro orto. voglio dire, io certe volte me lo pongo il problema: ma uno con la sedia a rotelle qui come diavolo fa? poi passo.
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#18    18 Settembre 2007 - 08:16
 
Quanto hai ragione! Sabato scorso ero al supermarket e un uomo in sedia a rotelle se ne stava davanti ad uno scaffale. Io mi sono avvicinata per prendere una cosa e lui, timidamente, mi ha chiesto: mi prenderebbe quella confezione di prosciutto? Certo, ho risposto e solo in quel momento mi sono resa conto che il settanta per cento dei prodotti sono irraggiungibili se guardi il mondo seduto su una sedia. Anche questo e' assurdo.
Laura
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#19    18 Settembre 2007 - 08:34
 
Ieri c'è stata un'altra piccola tappa. Il mio moroso, che è molto meno focoso di me ma assolutamente indistruttibile, ha RItelefonato al numero verde GS, RIsegnalando il caso. E, caso (!) vuole che la centralinista abbia un figlio disabile... Voglio vedere come va a finire (Totò docet).
Per ciò che riguarda tutte le vostre considerazioni (che sono tutte condivisibili) tenete presente che chi si trova in situazioni di inferiorità fisica (perché questo è) e i parenti o amici che hanno vicino, sono spesso fiaccati dalla burocrazia, dalla lentezza, dall'ottusità di questo paese. Altrove in Europa o negli Usa (che c'avranno tanti difetti, ma questo no) episodi come questo (e altri) sarebbero impensabili.
Penso a quella bambina trasportata da suo padre su per le scale della scuola, per quattro anni. La cosa che fa ulteriormente molto incazzare è questa sensazione di presa per i fondelli.
Quando ho frequentato l'Università Statale a Milano (secoli fa) ho smobilitato decine di professori per farmi fare gli esami in luoghi accessibili.
E, già che ci siamo, quando vi capita di vedere qualcuno "abile" che parcheggia in un posto riservato, fateglio notare. Se è cafone, chiamate i vigili (se arrivano.. vabbe', questo è un altro capitolo... :-))
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#20    18 Settembre 2007 - 08:39
 
Esiste un iniziativa fatta da non vedenti per far provare agli altri cosa significa vivere senza vedere, sarebbe forse interessante farlo anche per persone disabili facendo provare ai vari "direttori e addetti al marketing" cosa significhi vivere stando su una carrozzina e non potendo passare da una cassa o prendere il latte sullo scaffale alto o andare in un parco o.. o.. o.. gli esempi sono talmente tanti... continua a lottare anche non politically correct!!
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#21    18 Settembre 2007 - 10:45
 
Dimmi quale GS a Piacenza, sarò lì fra qualche settimana per un paio di giorni. Vado a tirargliene 4 pure io.
In quale via si trova?

E, se forse conosci il mio blog, intuisci che non sarò diplomatico e gentile con questi imbecilli che hanno il culo al posto del cervello.
Che cosa mi tocca sentire!

Fatti forza e avanti tutta!
Un abbraccio.

Morgan
utente anonimo

#22    18 Settembre 2007 - 11:29
 
una domanda: al gs hanno i carrelli per disabili e dalle casse non passano oppure non hanno i carrelli per i disabili tout court?
perché nel primo caso è ancora peggio, c'è pure la presa per il sedere.

ti riporto il mio commento da remo (ho lavorato molti anni in un ipermercato NON attrezzato per disabili) considerando subito una cosa: va cambiata la metalità della vendita.
mi puoi fare le corsie delle casse anche di cinque metri, ma se poi mi metti le cose in scaffali alti due metri tanto vale -e soprattutto mi fai fare acquisti obbligati, limiti la scelta.

Una risposta velocissima al:
Ieri c'è stata un'altra piccola tappa. Il mio moroso, che è molto meno focoso di me ma assolutamente indistruttibile, ha RItelefonato al numero verde GS, RIsegnalando il caso. E, caso (!) vuole che la centralinista abbia un figlio disabile... Voglio vedere come va a finire (Totò docet).
la disposizione dell'ipermercato, le piantine, vengono decise in alto.
significa che sono i vertici GS ad aver deciso di tenere i corridoi delle casse così. Il direttore è un gioppino e basta: verrà cambiato, prima o poi, per la cattiva pubblicità: le catene GDA iniziano a tenere molto da conto i passaparola su internet. Ma non verrà di certo rimosso per la faccenda dell'ottimizzazione dei costi della cassa aperta o chiusa: anzi. Rientra nella politica aziendale, come risparmio. Verrà castigato per avertela detta, semmai.

ti riporto il mio commento da Remo Bassini, scusandomi in anticipo per la lunghezza.

un abbraccio.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente rael_is_real

#23    18 Settembre 2007 - 11:31
 
brutto da dire, ma finché non sarà un disabile a dirigere un supermercato -e qualunque sito commerciale- il supermercato non sarà per disabili.
non è questione di mettere una persona alla cassa disabili: è questione di tenere la distanza tra casse di 10-15 cm. maggiore.
moltiplicando questo 10-15 cm per tot casse, viene a mancare una corsia di pagamento in più.
il criterio di scelta di un supermercato si può fare immediatamente: se all’ingresso hanno o no i carrelli da agganciare alla sedia a rotelle.
se li hanno, la sedia passa, per ovvie ragioni.
se non li hanno, giriamo i tacchi e facciamo sapere col passaparola perché non andiamo a comperare in quel posto.

però consideriamo anche una cosa: la persona disabile entra in supermercato e può girare agevolmente. cosa compra? tutto quello fino all’altezza del suo braccio allungato. E cosa c’è negli scaffali ad altezza “bambino di 8-10 anni che guarda la televisione e quindi la pubblicità”? I prodotti pubblicizzati. Questo significa che la persona disabile oltre ad avere la rottura di co****ni delle casse ha anche l’obbligo fisico di acquistare i prodotti più cari, perché a filo terra si mette il prodotto scarso qualitativamente, fino al metro e cinquanta si mette il prodotto pubblicizzato o in promozione, in alto si mette il prodotto che non interessa vendere.
E attenzione, promozione non significa per forza economico: spesso e volentieri sono prodotti civetta, di fianco al prodotto pubblicizzato e in promozione. Significa che io mi ritrovo:
spaghetti barilla a ipotesi € 0,60 scontato di fianco a spaghetto marca supermercato a ipotesi € 0,60. Ti dici: caxxo, ho la barilla in offerta allo stesso prezzo della marca supermercato, compro la barilla allora, faccio un affarone! E tu quindi psicologicamente sei portato a denigrare il prodotto del supermercato e per una volta ti senti felice di acquistare la barilla (senza pensare troppo che il produttore dello spaghetto è sempre lo stesso per entrambi i marchi)(e senza pensare troppo che sui prodotti a marchio supermercato hai i PUNTI maggiorati e che comunque li paghi).
Il cliente disabile non è un cliente appetibile.
Il cliente disabile non può prendere le bottiglie di liquore, uno dei prodotti con maggior ricavo. Il cliente disabile è considerato, nella stessa strategia di disposizione di vendita, quasi al pari del bambino che condiziona la spesa della madre nel peggiore dei modi, strepitando, toccando e costringendo quindi ad acquisti frettolosi.

All’ipermercato girava anni fa uno studio (poi pubblicato anche sulla rivista Focus) su COME acquista un anziano. Misero occhiali fumigati, ginocchiere e gomitiere e cavigliere rigide per impedire la deambulazione, tappi nelle orecchie, un peso sulla schiena per simulare l’ingobbimento naturale dell’anziano, pesi nelle scarpe per simulare la fatica a camminare. E videro effettivamente DOVe, non COSA, DOVE compra una persona anziana con una buona pensione, che allo stato attuale è il cliente migliore: fa piccoli acquisti per volta, torna a fare la spesa più volte, è fidelizzato.
Se volete sapere cosa uscì fuori da quello studio, la prima volta che andate a fare la spesa abbassate il vostro sguardo agli scaffali tra il metro e il metro e settanta di altezza e scoprirete cosa c’è da “vendere”. Saprete chi paga per avere quella posizione -i produttori PAGANO per il posizionamento. Parlo ovviamente di grossi ipermercati, di quelli giganteschi, di quelli che ogni tot mesi cambiano le disposizioni di corsie così sei costretto a cercare e ti accorgi dell’esistenza degli altri prodotti, non vai più a colpo sicuro. Non parlo del supermercatino piccolo e gestito da famiglie nel quartiere. In quelli un cliente disabile manco riesce a girare nella prima corsia, si incastra direttamente tra le porte e il banco della frutta e verdura.

Eppure è stupido, da parte delle catene GDA (grande distribuzione alimentare), sottovalutare e discriminare il cliente disabile.
Il disabile gira più LENTAMENTE nelle corsie e quindi ha più tempo per acquistare.
Il cliente disabile ha spazio nel carrello fatto per la carrozzella per le piccole confezioni, quindi spende di più.
Il cliente disabile se sa che in tal ipermercato trova attenzione ci torna, è un cliente sicuro e fidelizzato più che un cliente coi punti spesa da convertire in un set di tre posate.

Un negozio dovrebbe essere diretto da chi ha la dignità e la correttezza di considerare i suoi clienti fonte di guadagno e non fonte di perdita - e soprattutto da chi sa ricordarsi sempre che oggi cammini su due gambe ma la sorte può riservarti domani una bella doppia coppia di rotelle sotto il sedere.

quindi, se boicottaggio deve essere, boicottaggio sia per chi non fornisce il diritto e la dignità dell’acquisto (controllare se hanno i carrelli per disabili: l’esselunga di lecco non li ha, il bennet sì ma ha gli scaffali altissimi, l’iperal sì e ha gli scaffali molto più bassi, quindi più accessibili)
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#24    18 Settembre 2007 - 14:05
 
non me ne intendo di queste cose... però lavoro in posto pubblico dove quando abbiamo aperto abbiamo rifatto il bagno per renderlo a norma anche per i disabili come previsto dalla legge... forse non c'entra con le casse del gs, ma credo che ci siano delle multe per chi non rispetta queste norme, e una denuncia alla asl credo che sia doverosa...
lascio qui la mia solidarietà!
z
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#25    18 Settembre 2007 - 15:32
 
Sempre tutto giusto quello che leggo nei vostri commenti (compreso quello lunghissimo. In apparenza cinico, ma giusto oggi pensavo che, tra le altre cose, sono pure stupidi quelli che non capiscono che se investi in un posto rendendolo accessibile a tutti, i soldi ti ritornano. Visto che di etica fa ridere parlarne, parliamo in termini di soldoni che così si capisce bene).
Io non ce l'ho su con il direttore del GS (cioè, sì, perché la tracotanza mi dà sui nervi), perché come dice rael penso anch'io che sia solo un minuscolo meccanismo, un capro espiatorio perfetto (ma lui si presta, comunque). Il problema è sempre in alto. E non intendo in cielo. Ma è anche in basso, perché io un minimo di autonomia intellettiva me l'aspetto.
Questo paese è fatto delle persone che ci vivono. Noi. E ci assomiglia. E' questa la cosa deprimente. Poi a volte capitano cose bellissime come i tam tam in rete. E le persone bellissime esistono, eccome. E la speranza pure.Se non ci credessimo non saremmo a dibattere così, giusto?
Questo è solo un piccolissimo episodio, non turba la mia vita (le arrabbiature sono benefiche), ma io so anche di avere un vantaggio: faccio un mestiere che mi permette di essere visibile. E chi non lo è?
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#26    18 Settembre 2007 - 19:43
 
Scelte difficili

[..] Qualche giorno al tg hanno raccontato questa storia che mi ha fatto rabbrividire. Una giovane donna negli Stati Uniti si è sottoposta a mastectomia totale e ricostruzione (asportazione totale del seno e ricostruzione con protesi) dopo aver fatto [..]
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#27    20 Settembre 2007 - 18:53
 
ganza, ce l'hai ancora l'altra sedia quella rossa? Mi pare di sì, scalda le ruote che l'amica giornalista ce l'hai e imbastiamo una bella polpetta avvelenata alle barriere architettoniche e mentali (think about it)

daniela_elle
utente anonimo

#28    20 Settembre 2007 - 19:40
 
mi rende triste leggere di queste cose, infinite battaglie perchè ci si preoccupa più dei guadagni o dell'aspetto esteiore di un edificio, o delle spese da affrontare per poter aiutare "la minoranza" ad avere una vita normale... si, mi mette tristezza e molta che le persone ascoltino più il loro portafoglio rispetto al loro cuore.
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#29    21 Settembre 2007 - 10:35
 
Mi collego al commento #20: è terribilmente vero che per capire il problema bisogna trovarcisi dentro. A noi è bastato "poco", un incidente con lo scooter, e mio marito sulla sedia a rotelle per un mesetto. Mi sono resa conto di tantissimi problemi, molti più di quanti se ne possano immaginare... anche (per dirne uno) quanto sia difficile e faticoso caricare la sedia a rotelle in macchina.
In quella circostanza ho scoperto che nel mio paese c'è un supermercato dove si può andare con la sedia a rotelle, anche se rimane difficile prendere i prodotti negli scaffali alti. E' un Leclerc Conad, il cui direttore... è sulla sedia a rotelle.
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#30    22 Settembre 2007 - 16:27
 
nel mio studio i pazienti possono arrivare da soli con la sedia a rotelle dalla strada fino al lettino di visita. Ci tengo. L'ho messa come condizione preliminare alla Azienda USL prima di accettare di venirci a lavorare. Ho parecchi pazienti così. Ebbene, ieri ho dovuto chiedere a una di loro di documentare le sue condizioni di malattia, perchè l'Azienda USL mi chiede conto delle "eccessive" spese per farmaci precscritti in suo favore. Mi sono vergognata come una ladra. Mi chiedo: ma prima non potevano incrociare i dati e vedere in quali condizioni si trovano i pazienti a cui mandano a chiedere spiegazioni? Così, tanto per non farci la solita figura di Cambronne. Baci desolati.
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#31    23 Settembre 2007 - 15:35
 
a mio padre (tetraplegico) il barbiere ha fatto per anni barba e capelli in strada per quel gradino che separava il negozio dalla strada.

in provincia di piacenza.

ti mando un bacio e tutta la mia solidarietà.
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#32    26 Settembre 2007 - 19:14
 

Essendo handicappata pur' io purtroppo non posso sorprendermi. Eh sì certe volte cadono proprio le palle. °_°
Ecco ammetto però che è difficile gestire i problemi logistici connessi alle barriere architettoniche perchè disabilità diverse hanno necessità diverse.
Ad esempio, per me che cammino e volte i servoscala sono d' intralcio in quanto prteferirei una ringhiera a cui appoggiarmi.
Poi c' è la questione delle toilette ma magari te la scrivo in altra sede che è imbarazzante. :P
Questo per dire che al di là della sacrosanta indignazione la questione è effettivamente complessa e il primo requisito per l' efficace superamento delle barriere architettoniche è un po' di elasticità mentale e un minimo di buonsenso.
Non auguro niente di male al dirigente del Gs ma non posso fare a meno di pensare che un ventiquattro ore dall' altra parte della barricata gli farebbero cambiare la prospettiva di marketing.Ecco. -_-
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#33    28 Settembre 2007 - 17:35
 
Il Paese delle contraddizioni

[..] Prima di partire con una delle mie solite "supercazzole" vi invito a leggere una piccola storia semplice fatto?bene Io amo l'Italia.Amo i principi che hanno ispirato l'Assemblea Costituente ed amo la gran quantità di leggi che garantis [..]
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#34    29 Settembre 2007 - 20:01
 
Appoggio Noantri. Il politically-correct lasciamolo ai capoccioni che dopo 26 anni hai il pieno diritto di abbandonarlo per far posto ad ogni sfogo. Nel mio piccolo ti linko Barbara e ne ho tutto il piacere conoscendo molto bene per ragioni familiari l'arretratezza dell'Italia circa molte questioni. TI abbraccio forte, buon weekend.
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#35    01 Ottobre 2007 - 00:46
 
Mi ha segnalato il fatto daisy4love e mi sono permesso di riportarlo nel mio blog (arzaniclaudio.splinder.com). Fammi sapere se ci fossero novità. Ciao.
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#36    01 Ottobre 2007 - 03:37
 
Sono molto schietto...No politically Correct:"Mi fanno proprio Incazzare gli Insensibili!!!Di qualsiasi bandiera o colore...E dire che basterebbe poco per Cambiare il Mondo..."
Buona Vita Barbara...almeno Spero:-)
KISSES
by JO'
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente passionale967

#37    01 Ottobre 2007 - 10:07
 
Per claudio e passionale: grazie. Appena succede qualcosa lo racconterò. per ora nulla... :-)
baci
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente bagar

#38    12 Ottobre 2007 - 15:44
 
Sono dei b.........i fetenti... dovrebbero vergognarsi e mettersi loro su una sedia a rotelle e vedere il mondo da dove lo vedete voi... sto stronzi!
utente anonimo

#39    20 Ottobre 2007 - 22:39
 
So che potrebbe essere una soluzione idiota e ti chiede (come sempre) un sacrificio personale (invece di ricevere aiuto da "Noi" fortunati), ma una bella azione dimostrativa di una decina di carrozzelle a bloccare (od incastrarsi) nelle casse ?
Al limite scappa con la spesa (vediamo come ti inseguono !). Perdona il tono fra il serio ed il faceto, per il resto sono bastardi idioti.
P.s. Se vuoi ho un amico con carrozzella (in carrozzella) te lo spedisco per l'azione.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Akamotasan

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