martedì, 29 gennaio 2008, ore 11:37

 

SESSANTANOVE SCHEGGE 

di

Euro Carello

Quattro o cinque dietro un furgone lanciano pietre, anche una bottiglia di birra.

In mezzo al viale, un piccoletto che conosco di vista si è accovacciato, piegato di fianco con il braccio destro teso, in mano un grosso sasso. Scatta come una molla, il sasso finisce nella fila grigioverde che sta venendo avanti.

I lacrimogeni arrivano subito, il fumo sale e si sparge, crea isole di vuoto nel corteo. Molti lasciano i cordoni per infilarsi in un cantiere vicino. Tornano con mattoni, pezzi di ferro, bastoni. Altri stanno a vedere, fermi sul controviale, tra le panchine e quel poco d'erba secca. 

Stanno arrivando! Via, via!

Emilia ce l'ho per mano, come sempre. Corriamo verso un gruppo di case a lato di uno spiazzo sterrato. Dietro, urla e sirene e fumo. Sono sudato, l'eskimo mi impaccia e pesa. Cerco di guardare contemporaneamente da tutte le parti, strattono Emilia e la tengo su quando inciampa rischiando di cadere. Ci siamo dispersi, il corteo non c'è più.

Arrivano due cellulari, bloccano la strada dietro, prendiamo le vie laterali. Dappertutto divise, riflessi di sole sui caschi. Via, di corsa, quella casa laggiù!

Casa operaia, poche auto, qualche bici. Arriviamo trafelati al portone. Siamo pochi, sei  o sette, gettati in avanti, le mani aperte schiacciate su tutti i campanelli insieme. Aprono subito. Corriamo per le scale, scivolando sui gradini. Busso alla prima porta. Emilia mi guarda stravolta, i capelli negli occhi, aggrappata stretta alla mia mano.

Aprono una donna e il marito, mezza età, facce stanche da operai. Ci guardano stupiti, ma non fanno domande. Sul tavolo di formica lei ci porta un bicchier d'acqua, lui dice "sedetevi, ragazzi, siete tutti sudati ". Noi ci guardiamo in faccia e ci viene da ridere. A Emilia brillano gli occhi.







 

RACCONTI IMMORALI 

di

E.l.e.n.a

 

 
 

Io mi chiamo Paola.
Nacqui un pomeriggio che faceva molto freddo.
Così mi disse mia madre.
 
Mio padre faceva il rappresentante dell'Alemagna.
Quella dei panettoni.
Dico faceva perché, ora, non c'è più.
 
Sono la primogenita. Mia madre aveva ventiquattro anni.
Era diplomata segretaria corrispondente in lingue estere, ma non aveva mai lavorato, se non nella panetteria di zia Lina, la sorella di papà, a porta Genova.
 
Ero “annunciata” per Natale.
Gli zii e tutti i parenti scherzavano mio padre.
Hai visto che bel regalo ti fa trovare la Lucia sotto l'albero?
Mio padre abbassava gli occhi e si commuoveva.
 
La mamma aveva una sorella più grande di due anni.
Zia Silvia era molto bella.
Vestiva i tailleur con le camicette sotto.
Era ragioniera.
Guidava la macchina.
 
La sveglia delle 6.00.
Il caffè alle 6.30.
Ciao, io vado.
Un bacio sulla fronte.
Ciao, sta attento alla nebbia.
Una carezza sul bavero.
 
Alle 7.00 mia madre iniziò a sentire le contrazioni.
Pronto Silvia...sono iniziate...
Come sono iniziate?... ma non dovevi...
Sì, sì, ma sono sicura ... sarà cambiata la luna ... Silvia... per favore... Luigi è già uscito...
Va bene, arrivo.
 
Pronto... ragioner Costa?
Sono Silvia Amboni, mi scusi se la disturbo a casa... mi spiace, oggi non posso venire... sa mia sorella...
Certo, sicuro, grazie... a domani.
 
Mio padre arrivò che ero già nata.
Erano le sette e mezza di sera.
Mia madre aveva partorito solo un paio d'ore prima.
Era sfinita.
 
Zia Silvia lo seppe da mio padre.
Svenne.
Fortuna che eravamo in ospedale, pensarono tutti.
Già, fortuna.
 
Zia Silvia non rientrò più in banca.
Fece un colloquio in una ditta di trasporti e fu assunta.
Una mattina di tanti anni fa mi venne a prendere a scuola e mi portò a vedere il posto dove lavorava, quella volta che.
Mi teneva per mano ma io la sentivo che tremava, mentre attraversavamo la piazza.
 
Fortuna che ho voluto venire al mondo prima della notte di Natale.
Io mi chiamo Paola e sono nata a Milano il 12 dicembre 1969.
 
Faceva molto freddo.

bagar
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Commenti
#1    29 Gennaio 2008 - 12:20
 
Mi è piaciuto così e così. Durante il racconto si capisce bene, forse troppo, di quello che si sta parlando... La chiusa finale è la parte migliore.
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#2    29 Gennaio 2008 - 13:01
 
Un solo racconto oggi?
Mi vengono in mente due ipotesi:
1) si vuole dare maggiore visibilità a questo racconto o al suo autore;
2) non ci sono altri racconti degni di essere pubblicati.
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#3    29 Gennaio 2008 - 13:07
 
terza ipotesi: problemi della garlaschelli. ora ci sono tutti e due.
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#4    29 Gennaio 2008 - 13:43
 
Racconti immorali, bello e toccante. Anzi, molto bello e toccante.

Alberto
utente anonimo

#5    29 Gennaio 2008 - 13:46
 
Racconti interessanti.
Hanno un sapore di "sceneggiatura", li vedrei bene entrambi in un corto.:)

Comincio a pensare che Barbara Garlaschelli mi abbia illuso, visto che una settimana e mezzo fa il mio racconto era stato approvato e non l'ho ancora visto...sigh! Sedotto e abbandonato! Maledette donne!:)
utente anonimo

#6    29 Gennaio 2008 - 14:29
 
MaD, se la garlaschelli e la losini ti hanno scritto così, così sarà! PAZIENZA! :-)
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#7    29 Gennaio 2008 - 14:49
 
Belli, tutte e due.
"Sessantanove schegge patisce un po' il 'già visto, già sentito', non solo perhcè c'è stato un altro racconto che toccava quei giorni, ma anche perché la scena finale è già stata raccontata similmente altrove (anche come pura cronaca, intendo).

"Racconti immorali" ha un contenuto molto bello. Forse fin troppo insistito lo spezzettamente delle frasi (c'è una sola frase molto strutturata). Diventa eccessivo, e ci sono alcune osservazioni che avrebbero bisogno di un ritmo più blando (IMHO).
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#8    29 Gennaio 2008 - 15:22
 
Prendo atto che le donne del
sagittario sono, spesso, talentuose.
e meno male che non è nata a Natale...brava, mi è parso di vederti
e anche di sentire quel freddo che
punge il naso. l'inizio la parte migliore.
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#9    29 Gennaio 2008 - 16:22
 
M: "giusto per morbosa curiosità: vi è arrivata la mia mail di risposta? Sarò "pubblicato" entro la fine di gennaio?:)"
B. e D.: "Ciao Matteo, non credo. Ne sono arrivati una quantità pazzesca. E molti sono quelli scartati (più di quelli passati).La qual cosa ci fa molto piacere, ma è impegnativa, come puoi immaginare".

Bagar, ribadisco:
sedotto e abbandonato! :)
utente anonimo

#10    29 Gennaio 2008 - 16:28
 
Racconti immorali: Molto buono secondo me, la scrittura avvince e non è banale, realistico ma non scontato.
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#11    29 Gennaio 2008 - 17:38
 
@madt

anche tu, in presidenza e in ginocchio sui ceci!
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#12    29 Gennaio 2008 - 20:02
 
elena e annessi puntini: faceva davvero tanto freddo
complimenti, ben fatto
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#13    30 Gennaio 2008 - 08:45
 
Fa piacere rileggere qui un racconto ispirato e originale, nato per ricordare e far ricordare. L'intreccio fra Storia e storie non è facile da mostrare ed e.l.e.n.a. (as usual) lo fa in modo sobrio ma intensissimo.
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#14    30 Gennaio 2008 - 09:51
 
brava elena, che poi è del cancro, mica del sagittario: non confondiamo personaggi e realtà :)))
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#15    30 Gennaio 2008 - 15:03
 
Mi sento davvero stupida, ma io di "Racconti immorali" non ho capito niente... ma che cosa sa Silvia da suo padre? E perché sviene? E parché non torna in banca? e soprattutto... quella volta che... cosa?
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#16    30 Gennaio 2008 - 15:07
 
Anch'io ho capito poco...
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#17    30 Gennaio 2008 - 15:15
 
Milano, 12 DICEMBRE 1969, ore 16,37: una bomba esplode alla Banca Nazionale dell'Agricoltura. 16 morti. 88 feriti.
Nota " a margine". Il 3 maggio 2005 si è celebrato il SETTIMO processo sulla strage, che si chiude in Cassazione con la conferma delle ASSOLUZIONE DEGLI IMPUTATI e L'OBBLIGO DA PARTE DEI PARENTI DELLE VITTIME, del pagamento delle spese processuali.
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#18    30 Gennaio 2008 - 15:17
 
mad: "il non credo" era riferito alla fine di gennaio. Però adesso che ci pensiamo forse non ti pubblichiamo nemmeno a febbraio, marzo, aprile, maggio... :-).
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#19    30 Gennaio 2008 - 15:34
 
Grazie, adesso ho capito... da sola non ci sarei mai arrivata... altro strike della mia abissale ignoranza!
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#20    30 Gennaio 2008 - 16:43
 
@evaporata
meglio domandare che far finta di sapere, ti pare?
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#21    30 Gennaio 2008 - 18:01
 
comunque io una breve nota a piè pagina la metterei..
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#22    30 Gennaio 2008 - 18:26
 
@danielaelle: grazie del conforto! E non ti dico, se non conosci la Storia, quali storie può farti congetturare questo racconto... l'avevo letto un sacco di volte ma non ne venivo proprio fuori!
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#23    31 Gennaio 2008 - 08:54
 
LE FAREMO SAPERE...

[..] dal blog di Barbara Garlaschelli [..]
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#24    31 Gennaio 2008 - 08:55
 
GENTILE SCRITTORE...

[..] dal blog di Barbara Garlaschelli [..]
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#25    31 Gennaio 2008 - 10:39
 
Io sono d'accordo con cmalox sulla necessità di una nota a piè pagina. Anche perchè anch'io non avevo capito il racconto come Eva.
(però faccio finta di essere assente giustificata, nel senso che non ero ancora nata, anche se lo so che non basta come scusa)
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#26    16 Febbraio 2008 - 14:43
 
con imperdonabile ritardo, ringrazio tutti coloro che hanno, prima di tutto, letto il racconto e poi anche chi lo ha commentato.

e ringrazio la padrona di casa per i doverosi ed esaustivi chiarimenti storici.
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Commenti
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