venerdì, 09 maggio 2008, ore 09:31

 

Di nuovo ospito uno scritto di Paola Rondini, autrice del romanzo Miniature. Una bella storia che utilizza il genere thrilling per raccontare di un viaggio, non solo attraverso l'Europa, ma nella verità e nelle passioni dei tre protagonisti:Daniel Biasi, Iago Milar e Milla. Tre personaggi indimenticabili.



Fanucci editore
p. 288
€ 16,5

 

 

PIRAMIDI

di
Paola Rondini




Il Biondo si esercitava con la viola, lo faceva sempre di domenica pomeriggio.
La madre gli aveva inviato lo strumento con il pulmino che faceva la spola da Bytom all’Italia una volta al mese.
Slawek musicista e muratore suonava la domenica dopo aver chiesto il permesso ai coinquilini.
Il russo gli aveva detto:" Fa pure tanto io vado fuori con la mia ragazza" e il connazionale Goran si era limitato ad alzare le spalle, però, quando tornava dal ristorante dove faceva il cameriere di sala, lui voleva dormire. 
Slavek in realtà si chiamava Slawomir.
Sia il nome che, peggio ancora, il cognome erano troppo difficili per gli italiani e i marocchini del cantiere, quindi lo chiamavano il Biondo.
Slawek in Biondo prima studiava al conservatorio e la sua ragazza lo andava ad ascoltare ai saggi, adesso invece lavorava in Italia, un posto superficiale. 
Il Biondo non riusciva più a tenere bene le corde quando si esercitava perché le mani si erano irrigidite a forza di umidità e calcina, quindi prima di iniziare a suonare le immergeva a lungo nell’acqua bollente.
Da bambino suo padre, minatore della Silesia, gli aveva insegnato che per avere mani elastiche doveva bagnarle e poi fare delle flessioni alla parete buttando tutto il peso del corpo in avanti fino a che i polsi non facevano male. 
Suo padre era morto di tumore sei mesi prima ma lui non era andato al funerale, erano indietro con i tempi e sua madre aveva insistito perché lui non litigasse con chi lo pagava così bene:"Anche tuo padre ti direbbe la stessa cosa."  
Al Biondo piaceva la musica, la sua ragazza e la geometria.
Per lui che parlava poco, la geometria era un buon modo per sintetizzare le cose della vita: i quadrati erano cose armoniche, logiche, intoccabili, tipo la famiglia, gli amici, il passato. I parallelepipedi erano i mattoni e con i mattoni si costruisce, tipo esercitarsi con la viola tutte le volte che poteva . Le piramidi invece erano i sogni e a volte il Biondo si ritrovava a disegnarle sulla polvere di cemento mentre addentava il panino delle dieci. Quindi il suo sogno di fare abbastanza soldi e finire il Conservatorio era una piramide. 
La geometria del Biondo finiva qui e a lui bastava per spiegare il mondo. 
La finestra della sua camera si affacciava su una stradina buia e umida ma lui abitava all’ultimo piano e quindi aveva una razione supplementare di luce, a gratis.
Da quella finestra, aperta anche d’inverno, il Biondo vedeva una terrazza minuscola scavata sui tetti. 
Il balconcino apparteneva ad un appartamento con finestre grandi e dal quale venivano spesso voci di ragazzini, due, forse tre. 
La madre dei ragazzini era una donna formosa che utilizzava il balcone per mettere lo stendino coi panni e dei vasetti con il rosmarino e la salvia.
A volte, la donna saliva nel terrazzino per fumare una sigaretta.
Quella domenica pomeriggio di ottobre, l’ottobre italiano senza pioggia e colorato che a Bytom non si era mai visto, Slawek suonava e guardava i tetti.
Quadrati, rettangoli ma soprattutto piramidi si delineavano davanti ai suoi occhi persi sulle pietre del palazzo di fronte.
La donna era salita sul terrazzino e aveva chiuso la porta alle sue spalle.
Aveva acceso la sigaretta. 
Si guardava le gambe gonfie e si faceva riscaldare il viso dal sole. 
E ascoltava.

 

 

PAOLA RONDINI
 foto di Sara Lando

 

 

bagar
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Commenti
#1   10 Maggio 2008 - 05:57
 
grazie di aver pubblicato la breve storia del Biondo (e anche la foto da super gnocca ritoccata con photoscioppe:)
Paola
utente anonimo

#2   10 Maggio 2008 - 06:12
 
mi sembra interessante...
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#3   13 Maggio 2008 - 22:17
 
un bel racconto. manca il seguito.
forse rondini ha voglia di aggiungere...? credo ne valga la pena. juliana
utente anonimo

#4   16 Maggio 2008 - 14:53
 
fate tutto 'sto popo' di roba e non mi avvisate nemmeno? ;-)
ciao
Umberto
utente anonimo

#5   17 Maggio 2008 - 15:58
 
ehi! arrivo anch'io, la superbuccia!!!
ciao Paola, ciao Barbara! Ciao Umberto... ma qui siamo a casa...
Elisabetta
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Commenti
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