Oggi è la volta di BARBARA GOZZI, una bella voce dal web.

"Ricordati
Ma devo proprio?
Si.
Scatta con la mano leggermente incerta, di tre sparate in sequenza, una, quella di mezzo, è un ammasso di righe informi miscelate tra loro. Questa è l’ultima.
E si vede nella contrattura della mascella, nella piega plastica delle guance, nella sottile linea delle labbra. Si vede la vaga tensione, l’innaturale calma di un angolo del centro di Torino tra lembi di cassonetti e saracinesche chiuse. La mattina è ancora umida attraverso gli occhialoni nascondimi-al-mondo, la sciarpa blu in pile è la sua coperta di Linus, neanche ricorda quando la comprò. È morbida, in lavatrice regge fino a sessanta gradi. E nasconde l’accenno di scollatura del vestito dai motivi verdi infilato con calma, assieme all’unico paio di jeans. Prima di chiudere la porta della camera, nel piccolo albergo vicino alla stazione, si è messa il lucidalabbra color carne, i trucchi vistosi la mettono a disagio. Anche le fotografie. E il non sapere. Le strade dai nomi (s)conosciuti. Le gambe che tremano a una certa ora della giornata, tra gente indecisa se cazzeggiare o fare gli Sssscrittori.
Fatto.
Brava.
Rivolta la fotocamera come un riccio spinoso, spinge pulsanti e fissa il piccolo schermo. Storce il naso, le viene un’espressione ridicola, solo che non può accorgersene.
Sembro una statua di cera.
È quello che sei, guardati e ricordati. Di oggi. Di questo. Di Torino. E di cosa stai diventando.
Ricordati."
Barbara Gozzi è nata a Modena nel ’78. Lettrice compulsiva, scrive e collabora con portali culturali, recentemente cura rubriche su
AgoraVox e
ThePopuli. Alcuni suoi scritti sono seminati nel web. Altri chissà.