Questo non è un falso. L'autrice è una mia amica. Ha undici anni. E io l'adoro.

di
MARA D.L.



Ho fatto di mia figlia un essere di carta

di
Philippe Forest
ed. Alet
p. 347; €. 17,00
E' impossibile per me, raccontare questo libro. Straziante e meraviglioso, che attrae e respinge come una favola nera. Solo che non si tratta di una favola, ma di una storia vera. Dove c'è una famiglia, composta da un padre, una madre e una figlia. Pauline ha tre anni e le scoprono un tumore osseo. Dal quel giorno inizia il viaggio allucinato e allucinante della famiglia, di questi tre esseri umani, verso la Perdita. L'Abbandono.
Non c'è consolazione in questo libro. Non c'è la facile commozione di una storia dolorosa. C'è la riflessione lucida e devastata di un padre che racconta la lenta agonia di una figlia, la sua indomità vitalità, la sua ingenua curiosità e fame di storie.
E ci sono storie dentro le storie.
C'è la Letteratura, con la sua grandiosa, inutile bellezza.
Inutile di fronte all'ineluttabilità della morte.
Tutti i bamini tranne uno, crescono, così inizia Peter Pan, la favola più amata da Pauline, che scandisce tutti i capitoli del libro. Tutti bambini tranne uno. Uno che è tanti. Tutti quelli che se ne vanno.
"Ero immobile al sole su quel marciapiede anonimo in un quartiere sperduto. Fumavo il mio sigaro. (...) Le parole che dicevo facevano una piccola litania assurda che non rivolgevo a nessuno. Allora mi sono reso conto che in realtà era Pauline che io pregavo. 'Non lasciarci, bimba bella, aspetta ancora un poco, hai tanta fretta? L'ultima partita prima di dormire, l'ultimissima, dai, per favore! Lo vedi, stasera sono io a chiedertelo. Non può essere già ora di andare a letto. Guarda come è alto il sole in cielo, guarda come si rifiuta di coricarsi. Giochiamo ancora un poco prima del grande nascondino delle ombre, quando mi darai appuntamento nei sogni, quando ci aspetteremo a vicenda ai due lati dellla soffice frontiera di neve del risveglio. Camminerai nel sole. Con la mano mi farai segno da lontano. Sorriderai senza avvicinarti. Ogni tanto dirai qualche parola e non mi scivolerai tra le braccia. La tua testa è posata sul cuscino di fiori. Hai sonno. Ma non puoi addormentarti perché il libro che mi hai chiesto non è ancora finito. Guarda quante pagine ci mancano. Posso leggere fino all'alba e poi fino a sera. Non devi chiudere gli occhi...' ".
